Insegnami L'Idioma Del Fuoco,
Cosi' Che Io Possa Invadere Il Mondo Di Fiamme.
Poiche' E' Freddo, E Questa Cecita' Non Puo' Piu' Darmi Riparo.
Insegnami L'Idioma Del Fuoco,
Cosi' Che Io Possa Urlare La Mia Vendetta E La Mia Straziante Passione,
O Le Mie Spoglie Mortali Diverranno Pustole E Putrefazione.
L'Anima Mai E' Silente, Bensi' Senza Parole,
Imprigionata In Una Tomba Maledetta,
Dove Le Riflessioni Mai Affievoliscono, Ne' Muoiono.
Inesorabilmente Esasperate Dall'Empieta'.
Dimenticata A Perire Nell'Oscuro Sarcofago Di Carne.
Eppure, Sempre Vigile Nella Sua Apatia.
Disprezzata Dalle Gocce Di Luce Che Perforano La Superficie,
Ed Essa Grida.
L'Anima Mai E' Silente, Eppure E' Muta.
Insegnami L'Idioma Del Fuoco,
Cosi' Che Io Possa Invadere Il Mondo Di Fiamme.
Poiche' E' Freddo, E Questa Cecita' Non Puo' Piu' Darmi Riparo.
Insegnami L'Idioma Del Fuoco,
Cosi' Che Io Possa Urlare La Mia Vendetta E La Mia Straziante Passione,
O Le Mie Spoglie Mortali Diverranno Pustole E Putrefazione.
Internet e la teoria della diffamazione
Dovrebbero pagarmi per questi post, invece li regalo alla massa ignorante.
D'altronde la solitudine e' brutta. Meglio barattarla con un po' di commenti denigratori...
Insomma, sono abituato a farmi sputtanare dalla piu' tenera eta'. Mio padre raccontava ai miei amici tutti miei piu' intimi vergognosi fallimenti, dal punto di vista del "giusto sociale" (ovvero cio' che sarebbe dovuto essere fatto dal bambino perfetto e invincibile da lui idealizzato e a cui non mi riuscivo a conformare) e, sebbene certi miei amici semplicemente ricevevano sorridendo tali notizie, pochi altri le ritorcevano contro di me come scherno perpetuo.
Ed e' anche grazie a questo, assieme alle sue battute totalmente volgari e fuori luogo, che il mio carattere moderno si e' formato. No, non lo nego.
Ma vengo al punto. Ritengo che la difesa della propria buona reputazione, incatenata ai suoi dogmi sociali ferrei densi di ipocrisia, sia paradossalmente anche la causa per cui certe persone sono disposte alle piu' sporche nefandezze pur di non vedersela sporcata.
Classico, estremo e dibattuto e' il caso dell'assassino che nasconde le prove del delitto: affermando una volonta' propria di uccidere, palesemente al di fuori delle regole sociali e per evitare una giusta punizione, si crea un alibi, per essere scagionato e difendere la sua reputazione e liberta'.
Certo, per casi cosi' gravi solo la legge ha diritto di parola, ma ci sono innumerevoli altre situazioni minori che, a mio parere, possono venire tranquillamente esposte al pubblico ludibrio.
In fondo, accettare la propria fallibilita' e' un buon percorso verso la consapevolezza e la comprensione del prossimo... ad esempio, ritengo che pubblicare con nome e cognome cio' che pubblico io potrebbe essere causa di vergogna per molti, come altre informazioni presenti in rete lo possono essere per altri.
Ma fondamentalmente il mio blog e' un argine solido e stabile contro le inondazioni della mia paranoia, per cui non devo piu' preoccuparmi di cio' che vi scrivo in quanto lo rendo di pubblico dominio, anzi, addirittura vincolato a una licenza di attribuzione!
Non che io non mi vergogni, anzi... ma e' bene mantenere i contatti con le proprie sensazioni di fragilita'... secondo me aiuta ad essere piu' umili e affrontare la vita con piu' disponibilita'. Ma anche a ridere con gusto di chi si arrampica sugli specchi tentando di difendere la propria reputazione, nell'epoca in cui i valori vengono messi costantemente alla prova dell'umana evidenza e della graduale diffamazione!
P.S. a scanso di equivoci, so benissimo di scrivere banalita' autobiografiche sostanzialmente inutili, e' che la mia riconquistata pseudo-stabilita' mentale mi obbliga ad essere sarcastico...
Antivirus, una volta per tutte
Faccio il tecnico informatico da oltre 15 anni. Sono uno smanettone informatico da quando avevo 6/7 anni. Permettete che sappia, grossomodo, cio' che dico.
Ci sono antivirus migliori e antivirus peggiori. E ogni giorno, quintali e quintali di virus e programmi malevoli vengono prodotti da chissa' chi allo scopo di infastidire, per ricerca o semplice gusto sadico.
Gli antivirus hanno un sistema detto "euristico", che serve a prevenire nuovi virus sconosciuti sulla base del loro comportamento, ma tale sistema puo' generare falsi positivi e falsi negativi, ovvero rilevare un virus dove non c'e' o farsene scappare uno particolarmente ben fatto.
Generalmente, gli antivirus usano un sistema basato sulla "impronta digitale" del virus, che viene fornita al programma tramite un aggiornamento del database; per cui un antivirus aggiornato e' sicuramente una garanzia in piu' per la salvaguardia del proprio computer.
Creare virus e programmi ostili e' un'arte. Creare antivirus e' piu' un mestiere, che talvolta puo' sfociare in arte. Perche' sostengo questo? Semplicissimo.
Un virus deve obbligatoriamente occupare pochissimo spazio, essere programmato per cui in linguaggi che, compilati, diano il massimo dell'ottimizzazione o addirittura in assembly puro. Deve sfuggire alla rilevazione di utenti e programmi molto sofisticati. In genere, il virus e' una manifestazione di potere, viene creato e distribuito gratuitamente agli ignari ospiti.
Un antivirus invece non bada a spese: basti vedere il blasonato (e ottuso quando non inutile) Norton / Symantec, che rallenta mostruosamente le macchine su cui viene installato, occupando un'immensa quantita' di memoria e con installazioni su disco fisso di centinaia e centinaia di megabytes, oltretutto venduto a caro prezzo di scadenza annuale dalla ditta produttrice.
Tuttavia non esiste antivirus perfetto, in quanto la conformazione dei motori di scansione puo' favorire il proliferare di diversi tipi di programmi malevoli, a seconda delle vulnerabilita'. Per cui, e' sempre e comunque questione di fortuna e attenzione; inoltre certi antivirus segnalano come virus altri programmi antivirus, per cui e' sempre un orientarsi piuttosto arduo.
Personalmente non prendo virus da molti anni, come antivirus uso AVIRA Antivir Personal Edition (gratuito per uso personale) e a lavorare uso il piuttosto lento e dispendioso Sophos Antivirus (che ha problemi simili a quelli del Norton / Symantec) eppure il mio computer funziona bene, i pochi programmi piratati che scarico per provare e che sono infetti vengono prontamente rilevati, non ho avuto il minimo problema, eppure amici e colleghi con configurazioni simili alla mia si sono trovati a dover reinstallare tutto in seguito a un'infestazione.
La mia domanda e': perche' io che sono solo un tecnico riesco a rimanere difeso, mentre altri amici magari piu' bravi di me con la programmazione vengono infettati da virus? Rispondo facilmente: perche' cerco di stare attento, chiudo i pop-up appena si manifestano, non uso programmi a rischio come MICROSOFT OUTLOOK in tutte le sue salse, i programmi piratati che (raramente) scarico vengono accuratamente isolati e disinstallati entro un mese, non navigo in siti di dubbia provenienza e scopo, controllo regolarmente dischi fissi e chiavette tramite l'antivirus e soprattutto mi mantengo un po' informato sulle ultime minacce tramite portali appositi come f-secure e altri generici di sicurezza informatica, ma soprattutto do' retta all'istinto e all'antivirus di fiducia.
Poi magari sono pieno di virus e fidandomi del mio AVIRA non li rilevo, ma finora davvero, nessun problema ne' con i programmi ne' con la mia carta di credito. A voi la responsabilita' delle vostre azioni.
La tecnologia degli effetti speciali nell'industria cinematografica
Sono cresciuto negli anni '80, dove gli effetti speciali erano fatti di lattice, robotica, macro e passo uno. Erano buffi a volte, si capiva che era finto, ma ci si impegnava a rimanere nella parte dello spettatore pur di godersi lo spettacolo.
Ricordo Terminator, con i suoi occhi rossi nel teschio di metallo, (quanto era meglio il vecchio Schwarzenegger, quando ancora non doveva preoccuparsi dell'immagine da politico, che ha iniziato a "limare" a partire da Terminator 2 e tutti quei film per famiglie...) che sebbene fosse in stop-motion mi fece molta paura da piccolo.
O i vecchi tre episodi di Guerre Stellari, gli episodi originali con gli effetti "artigianali", non quello schifo con effetti di computer grafica 3D che e' stato riproposto in DVD, aggiungendo alla storia originale e modificandola persino. Erano addirittura piu' realistici i precedenti, sebbene risalissero a fine anni '70!
Una volta ci si doveva preoccupare della linea da seguire con la sceneggiatura, se fosse possibile realizzare gli effetti necessari, trovare qualche pazzo che avrebbe dovuto ingegnarsi nel realizzarli, e molti di questi effetti avevano una sola possibilita' di essere ripresi, perche' venivano distrutti in qualche scena.
Oggi non c'e' piu' questo problema, si puo' fare praticamente tutto, i motori di rendering 3D danno risultati sempre piu' realistici, non c'e' limite a quello che si puo' raggiungere unendo effetti speciali tradizionali (blue-screen o green-screen, makeup etc.) ed effetti moderni computerizzati.
Ed e' qui che, secondo me, ci potrebbe essere un effetto paradosso sul valore effettivo delle pellicole che vengono realizzate oggi: potendo fare qualunque cosa, la storia potrebbe risentirne e rimanere solo un sottile filo conduttore tra un effetto speciale e l'altro.
Perbenismo
Del loro buon costume me ne fotto, son solo degli stupidi invidiosi;
Bestemmio tutto quello che mi pare, gli rido in faccia e faccio riverenza;
Mi guardano sgranando quegli occhiacci, nemmeno fossi degno di attenzione!
S'impegnano a parlare con rispetto, ma dentro covan solo grande odio;
Per color che ragione non gli danno: che paura rimirarsi in quello specchio!
Paura dei difetti innumerevoli, nascosti bene sotto l'arroganza;
Ancora meglio sotto i modi giusti, per defilarsi in fretta dalla scena...
Ma e' gia' l'una, l'una e mezza e qui piu' non rimarro';
Il letto gia' mi chiama: domani, a lavorar!
A voi questo cesso di poesia di merda schifosa, tanto per scrivere qualcosa. Cazzo. Ho fatto una rima nella prosa. Anzi due. A iosa!
Semplici considerazioni
VIVA I VIDEOGIOCHI - ABBASSO LA FIGA!
Compartimentazione vitale
Ho sempre sentito dire da qualcuno, nei vari ambienti di lavoro che ho potuto frequentare, che "bisogna separare la vita lavorativa da quella familiare, non ci si deve portare la tensione del lavoro a casa" e argomenti affini.
D'altronde il posto di lavoro e' un ambiente sinistramente favorevole al proliferare di conflitti personali, il problema principale e' che, spesso, non si puo' fare a meno di incontrarli.
Eppure il cervello, quando si separa, si ammala: la schizofrenia e' il nome dato a questa malattia che significa proprio separazione (schizo) del cuore o anima (phrenos).
Quindi, come poter gestire le tensioni lavorative senza che possano intaccare la vita quotidiana?
Specialmente in pausa pranzo si e' portati a parlare un po' di se', di cio' che succede, delle proprie esperienze ed e' qui che gia' si puo' incorrere nel conflitto con una persona negativa o semplicemente distratta da problemi propri. L'ideale sarebbe restare superficiali, senza esporre opinioni personali e senza cercare di fare battute di spirito ma questo puo' risultare difficile.
Non resta che qualche metafora per descrivere un approccio piu' adatto: sui posti di lavoro spesso vigono leggi sull'anti-infortunistica come le scarpe rinforzate e antiscivolo, il caschetto di sicurezza, i guanti protettivi, gli occhiali anti-scheggia, le mascherine filtranti, la tuta da lavoro. Questo per prevenire danni fisici a chi opera su macchine utensili o in cantiere e tutti gli altri impieghi a rischio.
Tutto cio' si puo' riportare anche in ufficio e per strada, dove non e' necessario indossare protezioni visibili ma l'ambiente e' comunque a rischio, perche' la stupidita' e la malignita' non hanno confini.
In famiglia e tra amici stretti generalmente si hanno bisogno di meno protezioni in quanto ci si conosce maggiormente e si conoscono i punti che generalmente vengono colpiti, per cui gran parte delle protezioni che si userebbero in un contesto "pubblico" non hanno ragione di essere indossate; men che meno con il proprio partner... ma probabilmente l'unico momento in cui ci si puo' spogliare di ogni protezione e' quando si e' soli con noi stessi.
Insomma non avrebbe senso andare a letto appena usciti dal cantiere con indosso tutte le protezioni anti-infortunistica, e cosi' si puo' riportare in scala e considerare anche interiormente.
Pero' e' quando le protezioni vengono a mancare sul "cantiere" che ci si deve preoccupare per il proprio livello di stress emotivo, perche' anche chi non ha interesse ad attaccarci per forza dovra' rapportarsi con noi tramite dei protocolli non familiari e quando anche questo dovesse urtare e' forse un sintomo di una mancata protezione "doverosa e obbligatoria".
Insomma questo per dire che secondo me e' possibile essere comunque se' stessi e osservare la potenziale offensivita' di alcuni colleghi e conoscenti senza esserne affatto feriti ne' coinvolti. E' sufficiente rispettare i protocolli comuni e proteggersi ben bene a prescindere dalla situazione.
P.S. tra l'altro a lavorare sono stato fortunato questa volta, ci sono molte persone a posto...
La mia prima avventura con un virus informatico
Correva l'anno 1987, quando un pomeriggio d'autunno, mentre giocavo con il mio amato AMIGA, inserendo un dischetto mi comparve una banda rossa a tutto schermo con le seguenti scritte, in bianco, al centro:
Something wonderful has happened
Your AMIGA is alive !!! and, even better...
Some of your disks are infected by a VIRUS !!!
Another masterpiece of The Mega-Mighty SCA !!
Inutile dire che fui molto sorpreso all'inizio, e poi impaurito... tanto che non sapendo cosa fare presi tutti i miei dischetti, che a quei tempi erano si' e no una ventina, li avvolsi con della pellicola trasparente per alimenti e li misi in FREEZER per rallentare la proliferazione del virus, finche' non avessi telefonato ai miei amici per informarmi sul da farsi! Inutile descrivere la enorme quantita' di sfotto' che mi indirizzarono fino a molto tempo dopo...
A quei tempi un dischetto vuoto da 3.5 pollici, doppia faccia, doppia densita' (880 KB), costava dalle 3.000 (bulk non marcato) alle 8.000 lire (Verbatim Verex, 3M, Fujitsu etc.). Un patrimonio, per le mie finanze dell'epoca. Ricordero' sempre l'odore pungente di plastica quando il negoziante apriva le scatole di cartone da 10 pezzi da cui compravo 1 o 2 dischetti... e mi venivano fornite anche le rispettive etichette e bustine!
A quei tempi facevo le medie e come prevedibile non pensavo ad altro che al computer, infatti a scuola ero un cesso. Gli altri ragazzi che avevano il computer erano Daniele mio coetaneo, suo fratello Fafi, poi Paolo, Francesco e altri ma i piu' tecnici erano Paolo e Daniele, che regolarmente tenevo al telefono per ore, visto che non esisteva ancora la dannata TUT, o Tariffa Urbana a Tempo... potrei andare avanti all'infinito a raccontare, sono stati tempi belli.
Amiga Forever - cloanto.it
L'ho comprato oggi, Premium Edition, assieme a C64 Forever.
60 Euro con spese di spedizione e download istantaneo, in attesa che arrivino i pacchetti con i DVD dentro.
Li ho comprati per un motivo molto semplice: innanzitutto perche' sono prodotti italiani famosi nel mondo, seppure di nicchia, del grande Amiga, ma anche perche' ai tempi del C64 e dell'Amiga, a parte comprare i rispettivi computer, ho comprato davvero pochissimi giochi originali e di cio' mi pento perche' i programmatori bravi vanno ricompensati.
E cosi', seppure tutto il materiale presente in Amiga Forever si puo' comodamente scaricare gratis da internet, da siti pirata, nel mio piccolo ho deciso di contribuire a chi tramanda la tradizione mistica di tempi epici che non torneranno mai piu'...
NO MATTER WHERE YOU GO, THERE YOU ARE.
P.S. "Meglio essere uno sputo nel mare che uno stronzo sulla spiaggia" (v. 1.2) significa che tra il dover scegliere se farsi vedere da tutti sgomitando fino ad arrivare alla ribalta pur essendo solo degli sporchi arrivisti, meglio essere uno qualunque in mezzo alla pace del mare e lasciarsi trasportare placidamente con la propria intimita' integra, dove nessuno puo' venire a giudicare, perche' la' non avrebbe senso...
Il mio nuovo stile di vita come scelta consapevole
Preferisco essere una goccia nel mare che uno stronzo sulla spiaggia!
Udite udite...
Diro' alcune cose qui che non ho mai detto. Le diro' in modo confuso e incompleto, perche' proprio non mi va di rivangare tutta la faccenda, ma solo riferire cio' che mi pesa.
Nel 2003 sono stato ricattato da un poliziotto (non italiano) che voleva dei soldi da me. Ho registrato la conversazione su nastro ma non l'ho mai denunciato in quanto aveva famiglia. Avrei dovuto denunciarlo ma ormai e' troppo tardi. In seguito il nastro contenente la conversazione e' andato distrutto.
Se il mondo fosse perfetto la gente non avrebbe bisogno di emigrare. Emigrare fa schifo. Nessuno vi accettera' mai al 100%. La polizia non vi difendera', anzi, trovera' qualcosa anche di inventato per rovinarvi la vita. Quello che si vede in certi film e' pura verita'.
C'e' da aver paura in questo mondo, perche' se siete soli sarete niente altro che prede.
Anche in Italia, gli anziani sono soli, e sono prede. I bambini sono soli, e sono prede. Chi non fa parte di una classe sociale consolidata e in grado di difendersi e' solo, ed e' preda.
La legittima difesa e' inammissibile. La liberta' e' solo uno specchietto per allodole, e' facilissimo perderla.
Ma soprattutto, la liberta' e' alquanto limitata, specialmente in relazione alla verita'.
Il dolore
Non esistono motivazioni valide per il dolore. Ci sono eventi che lo causano, ma non ha alcun motivo per essere li', non ci sono scuse.
C'e' chi crede che soffrendo si possa raggiungere uno scopo, che ci sia un traguardo da raggiungere: competono usando il dolore come carburante, come motivazione per aspettarsi chissa' cosa o chissa'. Invano.
Soffrire non serve a niente, non da' bonus su chi non soffre, non porta da nessuna parte, bensi' fa perdere posizioni, consuma la volonta', rende vuoti e intontiti; no, soffrire non e' la scelta giusta.
Eppure la mancanza divora.
Che fare? Dormire o riempire i vuoti in qualche modo... ma mai completamente, purtroppo... c'e' chi dice che forse solo l'eroina puo', ma sarebbe solo un altro baratro inutile.
Non resta che soffrire.
...ma che gente conosco?
Gente per cui il sesso e' un oltraggio alla sensibilita', gente che pur conoscendomi da anni non si degna nemmeno di rispondere a un messaggio innocuo via internet o via cellulare, gente che si sorprende per mie manifestazioni di sincero affetto e le respinge brutalmente, gente che prima amica amica amica poi tutto a un tratto ostilita' completa e completo silenzio; poi mi guardo allo specchio e, forse, capisco.
Capisco che forse li ho cercati io cosi', questo branco di stronzi e di puttane inutili, perche' erano gli unici che mi davano un po' di corda.
Gia' ma allora? Cosa deve orientare la socializzazione? E' pieno di questi vampiri, ce ne sono badilate e badilate. Almeno il 90% della gente che conosco e' andata a rotazione, in perdita.
Che schifo. Rimangono veramente pochi, che seppure io non veda di frequente rimangono la', con i loro problemi e i loro guai, ma per una telefonata ci sono sempre per fare quattro chiacchiere. E sono contatti temprati dal tempo.
Forse e' anche il tempo necessario a stabilire un'amicizia che limita il poter formare dei contatti sinceri, senza doppi fondi. Che comunque non possono essere costanti, ma solo saltuari per naturali esigenze di vita!
Ci sono tante frequentazioni che si formano per interesse di una sola parte e che evaporano appena chi aveva bisogno e' soddisfatto... le motivazioni sono molteplici e svariate. E questa gente mi fa vomitare. Mi fa schifo perche' spesso non si cura nemmeno del vuoto che lascia, della delusione che provoca, dell'ipocrisia che la anima.
Questione che mi fa pensare... allora devo veramente prendere sul serio lo stare da solo, senza contare su qualcun altro...
Basta coi giorni, mi son cacato il cazzo
Spiegazione 1
Perche' ho smesso con la musica
Sapete fin da piccolo mio padre diceva che dovevo essere il MIGLIORE, mettendomi volta per volta in competizione tipo galletto nel ring contro altri bambocci.
Beh io ho fatto, all'inizio, tutto solo per questo: per misurarmi, per primeggiare. E' stato poi che ho visto che riuscivo a combinare qualcosa, anche se poco.
Perche' sostanzialmente la mia musica, con pochissime eccezioni, e' solo stata fotocopia di fotocopia di gia' sentito. E allora che cazzo suono a fare?
Non mi diverto nemmeno piu'. Ho speso soldi e tempo facendo qualcosa di cui l'imprinting e' stato solo competere senza senso, disgustosamente forzato.
E' un po' come quando una relazione finisce, all'inizio c'erano motivi per cui stava in piedi, poi col tempo si evolve e, a volte, si conclude.
La mia si e' conclusa per esaurimento, sia nervoso che di argomenti. Ho sprecato cosi' tanto tempo e denaro per la musica, senza trarne benefici ma anzi traendone malcontento e astio.
Perche' dovrei continuare a fare qualcosa che non mi da' piu' nulla?
Quando ero all'apice del mio livello ho trovato solo gente che si divertiva a mettermi i bastoni tra le ruote. Tra cui alcuni pianistelli sfigati inutili che valgono zero, ma che comunque hanno avuto modo di lasciarsi ispirare dalla mia non-ispirazione al punto da sentirsi minacciati da me... che gente inutile si trova in certi ambienti.
Tutti a competere per il non quantificabile... che ridicoli. Come me, del resto, il senso di competizione permeava qualunque cosa facessi... e si e' visto come sono finito: solo come un cane, frustrato, impazzito come la maionese fatta in casa, fuori di testa.
Per fortuna che ora sono libero. Libero da chi mi ha istigato a diventare un competitore su qualunque stronzata, che si e' auto-eliminato, libero dal fardello della musica.
Rimane di me un cumulo di carne tenuto insieme dalle troppe cicatrici, troppo fallito per avventurarsi oltre alla paura di sentire ancora dolore, troppo pigro per scalare la rampa immerdata dell'autostima, con quel briciolo di dignita' che mi rimane mi chiamo fuori dai giochi.
Da TUTTI i giochi.
Anche il mio giro di presunti amici fa acqua da tutte le parti. Ce ne sono veramente pochi che salverei, anche perche' molte conoscenze vengono dalla musica.
I musicanti (perche' tra chi conosco non esistono musicisti) sono una brutta razza, troppi di loro sono competitivi, irrispettosi, sfruttatori, ladri, falsi, drogatelli, ipocriti... gente che ragiona per favori fatti e non per reale condivisione.
Mi fanno schifo e mi rendo conto che tra loro sono sempre stato un pesce fuor d'acqua. Ma non solo questi, purtroppo.
Onore, rispetto, sincerita', disponibilita' gratuita... entro certi limiti ovviamente... sono concetti a loro sconosciuti.
E io mi chiamo fuori. Si'. Mi chiamo fuori.
Probabilmente per questo dovro' bastare a me stesso per un bel po'.
E invidio chi grazie alla musica almeno si e' fatto un po' di fighe, io mai. Nemmeno quello...
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maladomini alle ore 23:01 |
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vaffanculo, apatia, stanchezza, solitudine, stronzi, rispetto, femmine, determinazione, grigio, autocontrollo, spreco
Giorno 6 - divorato dalle zanzare
Come un vero élite ho il maestro privato di arti marziali. Costoso ma efficace.
Peccato che ci alleniamo in un parco all'aperto in presenza di pozze d'acqua stagnante - di conseguenza, zanzare.
Zanzare ovunque. Da ignorare faticosamente mentre si eseguono le forme.
Ho contato almeno 54 punture su tutto il corpo.
E mentre vi scrivo allegramente mi gratto, e mentre meno allegramente mi gratto, configuro videoconferenze verso la Federazione di Russia e il computer dell'ex dirigente che ora passera' a una collega.
Ah, visto che non sapevo come otturare un po' di buchi temporali (non potendo otturarne altri piu' piacevolmente) mi son messo a studiare cinese e ho ricominciato con i corsi serali.
E si' bastero' a me stesso alla faccia vostra!
Giorno 5
Dedicato a tutti, proprio a tutti...
Giorno 4 - Part II
...e' che ho trascorso tutta la mia vita a cercare una donna, a sperare di trovare una donna, tralasciando tutto il resto.
Occhi bendati e la frusta di mio padre a farmi perdere il contatto con la realta'.
Ora quel contatto e' tutto cio' che voglio, niente piu' speranze inutili, niente piu' bramosie cieche.
Occhi aperti. Minimo indispensabile, massimo risparmio.
L'alternativa alla psichiatria non e' solo la filosofia, che e' sostanzialmente il suo contrario: c'e' anche la meditazione, che comporta coscienza e perseveranza nella coscienza.
Esattamente qui, esattamente ora.
Giorno 4
Mi son cacato il cazzo di contare i giorni ma lo faccio perche' fa figo
Collegamento con la Russia fallito stamattina, videoconferenza momentaneamente annullata. A domani il prossimo tentativo.
Se non fosse che si sono fissati con l'utilizzare un macchinario stand-alone "Vega Star" della AETHRA, piuttosto che il buon vecchio Skype, probabilmente si sarebbe potuto fare prima.
Ma si sa, bisogna accontentarli questi professori.
Nel frattempo la mia missione personale prosegue con fatica e determinazione. La musica e' sparita, restano il silenzio e la tensione.
Anche oggi pioggia, quindi anche oggi niente allenamento. Stasera si va ai corsi serali, vedremo che gente c'e'.
L'importante e' mantenere il mio obiettivo.
BASTARE A ME STESSO.
Giorno 3
Il dolore prende forma...
Voglia di fumare. Tanta. Resisto.
So che di qua ci passa anche molta gente che, purtroppo, non capisce un cazzo, ma resisto anche alla loro stupidita'. Se confondete cio' che scrivo con la depressione clinica, potete tranquillamente migrare la vostra saccenza altrove.
Anche oggi ho parlato con una persona a proposito della relazione uomo-donna. Anche questa persona ha vomitato una serie di opinioni decisamente vergognose su come si debba tralasciare completamente l'aspetto sessuale per conoscere invece la persona, si', dal lato piu' profondo, oh si', piu' umano.
Su come si debba buttare nel bidone tutta la "pornografia" (perche' poi usare questo termine?), tutta l'attrazione sessuale, per costruire il tutto solo sulla relazione personale. Perche' le donne lo sentono quando sono viste solo come oggetti sessuali.
Ma chi ha mai detto che io voglia solo un oggetto sessuale? Questo e' un tipico retaggio cattolicheggiante, il sesso-sporco-vietato. Ma si', abbiamo un solo ciclo di attivita' sessuale in una triste unica vita, andiamo a giocare a freccette e partecipiamo a tornei di boccette invece di scopare amarci e divertirci!
Solo perche' questa tizia e' stata delusa dal suo ex morosino che, non potendone piu' di queste intellettualoidi cazzate, l'ha giustissimamente scaricata nel cesso.
La verita', almeno per oggi, e' che secondo me c'e' chi puo' e chi non puo'.
E' semplice. E' stupido.
Per esempio.
Prima, in fotocopisteria, e' entrata assieme a me una studentessa bellissima, ovviamente conscia della sua bellezza, grosse tette in bella mostra dalla scollatura, viso attraente. Mi ha sorriso.
Ecco, lei e' una che PUO'. Lei puo' travolgere con la sua bellezza quasi chiunque, puo' far perdere la testa. Dominare. Possedere l'attenzione.
Io? Ero tentato di cederle il posto, ma non l'ho fatto. No, non l'ho fatto.
L'ho ascoltata mentre conversava della sua tesi con il negoziante. Mentre il negoziante rilegava la mia simpatica risma di inutili foglietti, mentre non degnavo lei di uno sguardo. Tanto sarebbe stato inutile.
Sono una vittima ideale per queste ammaliatrici, che godono nel devastare l'autostima di uno sfigato come me, gia' abbastanza demolito, con la loro potente bellezza. Mi capito' con una certa ventenne Carlotta, che si diverti' a calcare la mano talmente tanto da farmi uscire completamente di testa.
E ancora, malgrado io mi sforzi di non notarla, continua a guardarmi quando passo. Il sadismo... il loro sadismo a che livelli puo' arrivare.
So che purtroppo non potro' mai accoppiarmi (e per accoppiarmi intendo riuscire a formare una coppia) con queste meravigliose creature, in quanto loro sono ben al di la' delle mie limitatissime possibilita' mentali e di autostima; so che il mio unico, grande potere e' il lavorare su me stesso e sulla mia solitudine finche'... tutto cio' di cui avro' bisogno sara'... me stesso.
E bastare a me stesso e' tutto quanto io mi possa augurare di desiderare.
Sinceramente.
pubblicato da:
maladomini alle ore 18:18 |
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donne, tristezza, dolore, invidia, basta, graal, male, buddismo, femmine, cattiveria, frustrazione, determinazione, coerenza
Giorno 2
Oggi matrimonio del mio ex-chitarrista. Ex perche' IO non suono piu', come gia' ho detto.
1) mi e' stato vietato di ruttare;
2) mi e' stato vietato di bere troppo vino;
3) mi e' stato vietato di fare battute caustiche;
4) sono stato accusato di misoginia, accusa che ritengo infondata;
5) nel parcheggio mi hanno scassinato la portiera della macchina;
6) sono scappato prima che i camerieri servissero il secondo;
7) ho trascorso le restanti 4 ore dai Carabinieri a denunciare la portiera scassinata.
Complessivamente una giornata pallosa, ma son contento per i miei amici che si sono sposati, almeno loro hanno trovato l'anima gemella.
Ed ora sono qua nel mio internet point segreto a farmi divorare dalle zanzare...
Anche stanotte temporale, comunque. Mi sono svegliato verso mezzanotte e mezza (ormai vado a letto alle nove e la mia vita sociale si e' ridotta ai contatti lavorativi, il mio cellulare suona solo quando mi chiama mia madre o quando metto la sveglia) per i gradevoli tuoni e lo scrosciare della pioggia, che mi hanno tenuto compagnia per un po'.
Accendo RAI 3 sperando nel buon vecchio Ghezzi e infatti... Harvey Keitel in "Bad Lieutenant". Gran bel film del cazzo. Proprio quello che ci voleva per deprimermi un po' di piu'. Salta la luce un paio di volte, niente di che. Tanto a casa non ho internet, il computer e' spento e non mi preoccupa.
Devo trovare un'espressione artistica per sostituire l'ormai inutile musica, il problema e' che sono troppo pigro... dormirei tutto il giorno, vagherei senza meta tutta la notte. E non si puo', non si puo', si deve lavorare. Lavorare!
E voi signorine non potete affatto dire che io sia misogino perche' in fondo vi desidero come la terra arida del deserto brama la pioggia... e nella mia bramosia c'e' l'odio dell'irraggiungibile, senza obiettivi precisi...
In fondo sono solo uno dei tanti mediocri perdenti che riversano fiumi di parole inutili su internet, perche' dal vivo non ne hanno occasione...
Giorno 1
Il temporale era vicino, vicinissimo. Fulmine-lampo senza pausa. Mi ha svegliato a mezzanotte e un quarto, lo stronzo. Bello, pero'.
Ho dovuto mettere un catino sotto un punto preciso del tetto per evitare di far allagare la casa goccia a goccia, avendo alcune tegole spostate.
E cosi', torcia alla mano, ho cercato nel buio (era saltata la luce), messo il catino, rimesso la mia carcassa nel letto fino a stamattina.
Non so se la melatonina stia facendo effetto, fatto sta che riesco a svegliarmi piuttosto presto e andare a letto presto, pure.
Un mio amico esperto di arti marziali mi ha consigliato di bere acqua calda quando mi venisse voglia di fumare, e ho una disperata voglia di fumare. Ormai sono quattro giorni che non tocco una sigaretta e ne ho una gran, gran voglia.
Sono anche rimasto senza internet a casa. Bello schifo... ora mi tocca aspettare Infostrada che colleghi la linea internet-only che ho ordinato...
Comunque...
Quello che, come al solito, mi lascia perplesso, sono le persone inutili che prima si ergono a grandi contestatori/salvatori dell'umanita' per poi sparire nel nulla, tipo "malafemmena/scorpio", commentatore/i della domenica.
Non e' cosi' che funzionano le relazioni umane, non e' un mordi e fuggi. Vigliacchi.
Giorno 0 - Part II
Questo segreto sta nella leggerezza e nella non considerazione.
Parlate, parlate pure. Siete solo echi lontani... che seppur fanno male sono facili da ignorare. Fate atmosfera, tutto qui. Anche se preferisco l'ululare del vento tra i rami secchi della mia solitudine.
Giorno 0
Sono ormai 3 giorni che non fumo. Dura, molto dura. Ho deciso di smettere di fumare perche' voglio piu' fiato e piu' voce di quanto non ne avessi prima.
Dicono basti una settimana per disintossicare il sangue dal veleno delle sigarette. Chi lo sa.
Lo psicoterapeuta mi ha prescritto 3mg a notte di melatonina come trattamento iniziale anti-incubo. D'altronde svegliarsi per terra ricoperti di sudore urlando, giorno dopo giorno, stancherebbe chiunque. L'altra notte ho persino squartato il PC portatile, l'ho aperto in due, monitor in una mano, computer nell'altra.
E per completare l'opera, l'ho messo sotto l'acqua corrente ancora acceso; ero troppo incazzato.
Ha sfrigolato un po' ed e' morto, 500 euro buttati per un incubo.
Ormai non li prendo piu' nemmeno a gocce, stacco il dosatore e mi attacco alle boccette di EN e di Lexotan direttamente, tipo waikiki.
Sono ancora vivo...
Il punto e'...
...che nel mondo io non conto un cazzo, anzi, nemmeno molti di voi per la precisione. Ci sono grappoli di persone, niente piu', formati da amicizie, parentele, conoscenze.
Pensate che se voi moriste ci sarebbe qualcuno che ne soffrirebbe al punto da cessare di esistere? Forse qualche squilibrato si', ma nella maggioranza dei casi la vostra morte si diluirebbe solo in un fiume di lacrime.
Collettive o meno.
E' che nessuna donna al mondo ha voglia di caricare il mio fardello, che e' ormai di dimensioni preoccupanti. Per questo non mi vogliono le femmine. Perche' nessuna ha il coraggio di prendersi questa responsabilita'. Proprio come gli psichiatri.
Perche' sono solo un problema e un peso.
E quelle due o tre minorate mentali che mi ricordano costantemente la mia sgradevole diversita' ed eta', incompatibile con le ventenni che tanto mi fanno gola, possano soffrire tra oceani di dolore incomprensibile.
No, non capite, non ce la potete nemmeno fare. Siete una massa di cattolici frustrati che tentano di sembrare illuminati. Mi fate schifo.
Se mi dovessi ammazzare, e' anche grazie allo spopolare del vuoto interiore di voi bestie sarcastiche fuori luogo.
Conviveteci voi con decenni di incubi violenti... nemmeno di notte ho avuto pace. E la pace prima o poi me la dovro' trovare, da solo.
Pensate che io abbia paura di morire? Pensate che il grande nulla mi terrorizzi, proprio come terrorizza voi cattolici, che avete bisogno di credere in un aldila'? Pensate davvero che mi importi qualcosa di qualcuno su questo feccioso pianeta pieno di vigliacchi? E credete che accusare i suicidi di codardia dinanzi alla vita sia la verita'?
So che lo pensate, non ho nemmeno bisogno di parlarci, con voi. Sono talmente stanco...
pubblicato da:
maladomini alle ore 15:12 |
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commenti (11)
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Annuncio definitivo N.1
Signori e Signore, annuncio che a partire dal 1° settembre 2009, Fabio D. Bovelacci non sara' piu' da considerare uno che fa musica ne' che la suona. In pratica mi sciolgo definitivamente, dopo quasi 29 anni di attivita', per mancanza di idee, stimoli, passione, tempo e amore.
Divertimento
La societa' mi fa schifo. E' evidente. Ma entrare in vari uffici in cui si deve lavorare in presenza di immaginette sacre messe dai dipendenti, mentre si fischietta un pezzo dei Dissection (nota band black metal svedese di cui il cantante omicida si e' poi suicidato per coronare il suo sogno satanista), non ha prezzo.
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AVOID ITALY - AVOID MAFIA - AVOID BERLUSCONI - AVOID ITALY
Prossimo passo...
...mandare a cagare chiunque non abbia un minimo di senso dell'umorismo, definitivamente.
Il FIREWIRE - 1394 e' la tecnologia piu' stupida del secolo
Al contrario dell'USB, che invece e' progettato decentemente, il FIREWIRE, essendo nato per APPLE MACINTOSH (il computer piu' stupido del secolo), quando viene innestato ad apparati accesi brucia al 90% la porta sulla scheda madre.
Questo accade perche' c'e' abbastanza energia nel plug da fare un simpatico corto circuito.
Ed ecco come la simpatica scheda audio firewire che mi sono comprato anni fa, subito data via perche' apparentemente non funzionava, mi ha fottuto l'unica porta firewire sul portatile.
Ovviamente non c'e' scritto niente sui manuali, che anzi incoraggiano a hot-swappare, hot-pluggare le periferiche da accese: bisogna PRIMA bruciare la porta per SFIGA, poi riprovare e cercare su internet le soluzioni. Che non ci sono...
Come si fa?
A vivere in mezzo a gente che ignora l'esistenza di Szymanowski?
A vivere in un mondo che non conosce la Sinfonia dei Salmi di Stravinsky?
In mezzo a un branco di ciellini mafiosi mangiaostie che no, non capiscono.
E pure tra gli atei, pieno di gente insulsa che si dichiara atea solo per non dover avere paura di un ipotetico dio, per ribellione, reazione, non per comprensione.
Io sono il primo degli intolleranti, io sono il primo tra i folli.
La mia storia e' costellata di eventi estremamente traumatici. E c'e' di peggio di me, a questo mondo. Non oso immaginare.
Ma c'e' gente che non merita il mio saluto. No. Non lo merita perche' non se ne fa niente, del mio saluto. Perche' sprecarlo?
Sono forse un leccaculo, io?
La solitudine si', fa brutti scherzi. Come l'incapacita' di porsi nei confronti del futuro con il minimo indispensabile. D'altronde il bombardamento e' quello, non si scappa.
Ovunque cartelloni minacciosi di gente vincente, che guarda trionfale dagli occhi di carta o di cristallo della televisione, schiacciando chiunque. Da li' la competizione, sfrenata, quanti ne conosco.
Un russo georgiano una volta mi disse: "Se vuoi suicidarti vieni in Georgia e di' a qualcuno che ha la mamma puttana. Scegli uno qualunque. Sarai morto entro poche ore. Non troveranno mai il tuo cadavere."
Un ucraino cacciatore di lupi tanto tempo fa mi insegno' questo detto: "Il lupo muore, perche' troppo attento."